17/10/2020

Al Teatro Sociale “Delia Cajelli” di Busto Arsizio ha avuto luogo la cerimonia di premiazione dei migliori fra gli oltre 900 racconti pervenuti quest’anno alla giuria del concorso letterario Mille e … Una storia, già alla sua undicesima edizione.

Il tema scelto era la passione: il 2020, per la GMC, casa editrice promotrice del premio letterario, è un anno particolarmente importante. Sono infatti 40 le candeline sulle quali soffiare per festeggiare nel 2020 (formato appunto da due numeri 20) i loro 40 anni di attività. “Anni caratterizzati da entusiasmo, voglia di fare e un’ardente passione mai venuta meno. Ed è proprio questa passione che ancora oggi ci anima che ci ha suggerito il tema dell’undicesima edizione del Premio Letterario Mille e… Una STORIA. Noi ci mettiamo tutto il nostro impegno, tutte le nostre capacità, le nostre energie e determinazione; in una parola tutta la nostra PASSIONE nel fare ciò che facciamo. Questa è la nostra storia: ora vogliamo conoscere la tua!” Si legge sul bando del concorso indetto a gennaio. L’invito a raccontare quale sia, nella realtà di tutti i giorni oppure nello sconfinato regno della fantasia, la passione che costantemente abita le menti, che scalda i cuori e che incendia le anime era rivolto a tutti, da 0 a 99 anni.

Gli istituti ACOF aderiscono ogni anno con entusiasmo al concorso, ritenendo fondamentale l’opportunità per gli studenti di esprimere il proprio lato creativo attraverso la scrittura. Unico vincolo: l’utilizzo della prosa e il limite di 4000 caratteri.

“Le cose migliori si ottengono solo con il massimo della passione” diceva Wolfang Goethe, uno dei giganti della letteratura mondiale di tutti i tempi. I nostri ragazzi del Liceo internazionale lo sanno bene: sono due i racconti pubblicati nel volume dedicato all’edizione 2020 del premio letterario, scritti da Anna Capuano e Silvia Fumagalli della classe II.

Nelle fotografie, la nostra studentessa Silvia Fumagalli mentre viene premiata con una menzione di merito per il suo racconto “la passione per le cose semplici”.